Siamo una società decadente,
apriamo le porte all'Islam,
arriva l'ISIS
apriamo le porte all'Islam,
arriva l'ISIS
Giovedì 25 maggio 2017 In radio gli echi della
strage di Londra di qualche giorno fa. 22 morti, tanti feriti,
un clima di terrore.
Sto leggendo le ultime righe del romanzo di
Daniel Silva, La vedova nera, Harper Collins editore.
“Chi
è lei chiese il giordano?
Sono l'ultima persona che vedrai. Con mossa
fulminea Mikhail si portò la mano dietro la schiena ed
estrasse la pistola nascosta nella cinta.
“Ti
prego implorò Jalal. Posso aiutarti. So molte cose E conosco i piani
del prossimo attentato.
Davvero?
E dove avverrà?
Qui a Londra...”
Rileggo di furia la premessa di Daniel Silva al
suo romanzo:
“Mentre
lavoravo a questo romanzo, il gruppo terroristico noto come stato
islamico o ISIS compì gli attentati di Parigi e Bruxelles che
causarono oltre 160 vittime innocenti.
Le analogie tra i vari attentati e quelli da me
descritti (e previsti con largo anticipo, ndr), compreso il
collegamento con il distretto di Molenbeek, a Bruxelles sono
puramente casuali....”.
Dirò dopo del romanzo di Silva.
Mi preme quanto sento alla radio: giornalisti,
leader culturali e politici discutono sulla nuova strage, parole già
sentite, litanie che non colgono la realtà e forse neppure il
dolore per le vittime innocenti.
Lupi solitari o una cellula
stragista? Guerra di religione? L'islam?
E la maggioranza degli islamici? Perchè
terroristi immigrati della seconda o terza generazione?
Quali le colpe dei governi europei e dei
giovani americani?
Domande imbarazzanti.
Il mondo brucia, loro discutono dell'essenza
filosofica del fuoco.
Spengo la radio! Interpreto il libro di Daniel
Silva.
Le migrazioni hanno una storia più che
millenaria conosciuta nei dettagli. Sempre
dettate dalla spada o dalla miseria, a volte provocate e spesso
subite dalle società decadenti, le società che non sanno dare
ragione dei propri valori, come la nostra. Un società di
miscredenti, dove anche gli atei si sono afflosciati, dove i
credenti non sono più il sale della terra. Una società opulenta
che non si accorge che le risorse si stanno consumando; questa
nostra società, e così noi, siamo diventati il terreno fertile per
i così detti fanatici islamici; gente che tenta di reagire a
quello verso cui ritengono che la nostra vita corra verso: un
degrado sempre più blasfemo. Ci hanno mostrato e insegnato tutto
fin da quando siamo solo dei bambini.
Hamed Abdel-Samad, l'unico scrittore europeo a
mostrare ancora il vero volto dell'Islam (si ricordi che lui è
egiziano) ha detto in un'intervista:
" L’occidente porge il suo volto
peggiore dopo ogni attacco.Ogni volta so esattamente quale sarà il
rituale politico in tv e sui giornali. Una organizzazione islamica
che si presenta per dire che ‘questo non è il vero islam’. I
politici che ci ripetono che ‘no, non cambieranno il nostro stile
di vita’. L' Europa, però, non ha aperto gli occhi sull’ideologia
islamica. L’Inghilterra ha ospitato tanti terroristi fuggiti dai
paesi arabi e paesi come Stati Uniti e Germania stringono ora grandi
patti militari ed economici con l’Arabia Saudita. Stiamo
tollerando questi attentati perché l’establishment pensa nel
breve termine: cinque o sei anni. E’ nel lungo periodo che
pagheremo il prezzo più terribile. E’ ovvio che la maggioranza
dei musulmani è pacifica, ma anche i tedeschi lo erano nel 1933. La
maggioranza non conta”.
Danile Silva riporta questo inciso di Muriel
Spark all'inizio del suo romanzo:
“datemi
una giovane di età impressionabile e sarà mia per una vita
intera”.
Chiaro!
Ma è ora di trascrivervi la quarta di
copertina:
" Gabriel Allon, leggendaria spia e capace
restauratore, sta per diventare il nuovo capo dell'intelligence
israeliana, ma proprio alla vigilia della promozione un sanguinoso
attentato dell'Isis nel cuore di Parigi richiede la sua presenza sul
campo un'ultima volta: il governo francese è in difficoltà e ha
chiesto il suo aiuto per eliminare il responsabile della strage prima
che colpisca di nuovo. Si tratta di un terrorista noto come il
Saladino, così sfuggente che di lui non si conosce nemmeno la
nazionalità.
La sua rete di contatti è protetta da un
sofisticato sistema di crittografia che gli permette di comunicare in
assoluta segretezza, talmente così impenetrabile da non lasciare ad
Allon altra scelta che infiltrare un agente in quella che è senza
dubbio l'organizzazione più pericolosa che il mondo abbia mai
conosciuto. Natalie Mizrahi, medico brillante e donna bellissima,
dovrà fingere di essere una cellula dormiente dell'Isis, una bomba a
orologeria pronta a esplodere... una vedova nera assetata di sangue.
La missione da portare a termine è delicata e
pericolosissima, e la porterà dalle irrequiete banlieu parigine
all'isola di Santorini e al mondo brutale del nuovo califfato, fino
ad arrivare a Washington D.C., dove il Saladino sta organizzando
un'apocalittica notte di terrore destinata a cambiare il corso della
storia."
Un buon
giallo, scritto bene, attento conoscitore della realtà
politico-sociale del momento in cui viviamo. Daniel Silva
appare esperto del mondo dell'intellingence israeliano,
sicuramente il più efficiente del mondo e ha saputo creare un
personaggio quale Gabriel Allon, che non si potrà dimenticare
Daniel
Silva ha scritto in fondo al libro un capitoletto di tre pagine che
incomincia così: “Questo romanzo si propone di divertire e
intrattenere i l lettore”
Missione compiuta, Daniel
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