Nel Guscio, di Ian McEwan, la recensione

Nel guscio di Ian Mcewan, Einaudi

La recensione


Il libro ha in epigrafe una citazione tratta dall'Amleto di Shakespeare «O Dio! Io potrei essere confinato in un guscio di noce e credermi re di uno spazio infinito… se non fosse che faccio brutti sogni».
E l'incipit del romanzo ne  subito ragione: 
” Dunque eccomi qui, a testa in giù in una donna. Braccia pazientemente conserte ad aspettare, aspettare e chiedermi dentro chi sono, dentro che guaio mi sto per cacciare”.
L'autore, Ian McEwan, genio atipico nel mondo letterario e scrittore di altissimo livello, possiede una capacità unica nel mostrare la faccia nascosta del vivere moderno; una faccia a volte sconosciuta ai più, a volte rifiutata o ferocemente combattuta.
E' il caso di questo romanzo “Nel Guscio”: l'io narrate è un “feto” capace, come tutti i bambini ancora dentro il grembo della mamma, di percepire il mondo esterno, con l'udito.
Prima di dare qualche spunto ulteriore sulla trama devo subito dire quanto il libro mi sia piaciuto: è stato il romanzo giusto, una lettura che mi ha riempito l'anima, una scrittura mai banale,  con forti accenti di indagine culturale, con un vocabolario stratosferico (ci vorrebbe un premio per la traduttrice Susanna Basso) o almeno inusuale anche per tantissimi scrittori italiani e, infine, un giallo che ti attacca alla pagina, ti fa dimenticare il tempo che scorre.
Dalla quarta di copertina
La gravidanza di Trudy è quasi a termine, ma l'evento si prospetta tutt'altro che lieto per il suo piccolo ospite. Ad attenderlo nella grande casa di famiglia (e nel letto coniugale) non c'è il legittimo marito di Trudy e suo futuro padre, John Cairncross, poeta povero e sconosciuto, innamorato della moglie e della civiltà delle parole, ma il fratello di lui, il ricco e becero agente immobiliare Claude. Dalla sua posizione ribaltata e cieca, il nascituro gode nondimeno di una prospettiva privilegiata sugli eventi in corso, ed è lui a metterci a parte di una vicenda di lutto e di sospetto dagli echi assai familiari”.

Il destino gli ha dato in sorte una madre e uno zio perversi assassini, succubi di un amore malato, ma anche un tempo, il nostro, difficile e pauroso: situazioni che il bimbo-non nato percepisci, come si diceva, con l'udito senso privilegiato per ragioni fisiologiche.
Altri hanno visto nel romanzo il filone shakespeariano, certamente vero, ma io vorrei insistere, piuttosto, sul piacere che il romanzo mi ha offerto: una lettura bella, importane, imperdibile, spesso impegnata, come quando il bambino non nato si attorciglia su come vendicarsi , pag.118 o sulla situazione socio economica dell'Europa dei nostri giorni, pag.5.
A conclusione, una scommessa: questo romanzo, se lo leggerete, avrà un posto preminente nella vostra libreria, ogni volta che lo noterete vi si aprirà un mondo di sensazioni, di ricordi, di visione della nostra società e vi verrà la voglia di rileggerlo.
Quel bambino non nato non potrete dimenticarlo, come non dimenticherete quella mamma, affamata di sesso, traditrice e assassina del marito.
Guarderete poi con altri occhi il pancione delle mamme che incrocerete.
Un capolavoro. Un giallo perfetto.
Compra.
Nel Guscio, di Ian McEwan, Einaudi
 Noè Zanette
Libreria Campedel
Quaderni Bellunesi

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